Il Mio Spazio

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Quanto appiccica il senso di colpa? 0

Mi sono organizzata in modo da avere 9 giorni per me.

Tagliare fuori tutti gli impegni per avere giornate da vivere liberamente.

Significa non aver già deciso in anticipo nulla. Neanche le cose piacevoli, tipo un pranzo con amici o una gita o cosa leggerò.

L’idea era di scegliere sul momento cosa sentivo e metterlo in atto.

Quindi, come dicevo, mi sono preparata. Non solo non prendendo impegni, ma soprattutto dicendo NO a cose attraenti che andavano decise prima, programmate.

Ho identificato con chiarezza la motivazione che mi muoveva, così da poterla richiamare alla mente ogni volta che avrei tentennato davanti a tentazioni. Ero pronta, mi sentivo pronta. Ed ho cominciato.

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Io non so. Non posso. 0

Come ci poniamo davanti alla vita? Come rispondiamo alle esperienze che ci sono offerte continuamente?

Ho a lungo vissuto puntando molto sui miei limiti, sulle mie incapacità per non fare/sperimentare/osare.

La consapevolezza dei propri limiti. So cosa posso e non posso fare. Questo offre tranquillità, delinea con chiarezza dove posso e non posso. Un bel modo di tutelarsi. Umili e onesti. Un modo utile, forse fondamentale,  per vivere sapendo su cosa poter contare ed evitare di vendere fumo.

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Senza errori non c’è errare 0

Quando sbagliare diventa una lezione di vita. Stamattina ero molto contenta di fare la doccia perché avrei finalmente potuto usare per la prima volta un prodotto cristalliliquidiefficacesupernaturale che avrebbe rinforzatoidratatoilluminato i miei capelli. Il tutto sarebbe accaduto semplicemente spruzzandolo sulla chioma bagnata e tamponata.
Mi sono accinta. Spruzzo sui capelli e inizio ad asciugare. I miei capelli hanno sempre più l’effetto unto, che non passa se continuo ad asciugare. Allora rileggo le istruzioni e comprendo che ho ecceduto nella dose. Mi ero fidata del mio ricordo, assolutamente errato scopro. Doccia da rifare!

Qual é il problema?

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Io patisco il Natale. 0

Da tanto tempo, quando arriva il Natale io patisco, perché non capisco.

Non capisco la gente che si affanna e si affolla, in gara contro il tempo; patisco l’eccesso di luci e decorazioni, sempre in gara (anche con sé stessi) a chi fadippiù. Patisco e non capisco anche gli incontri forzati (non ci stanno tutti in quei giorni, dai!) di chi si deve rivedere proprio perché è Natale.

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