Anna Mirenzi

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Il potere della lampadina 0

Ho scoperto, da poco, che quanta luce hai in una stanza dipende dalla potenza delle lampadine.

Siate clementi, se potete. Può sembrare incredibile che io, a pochi giorni dai 54 anni, mi renda conto di questo. Epperò è così. Per molto tempo ho creduto che se avessi aumentato la potenza delle lampadine, avrei consumato più luce e quindi pagato di più.

Mi sono sempre piaciute le luci soffuse, che creano l’atmosfera. Solo che a volte, tipo a cena con gli amici, non ci vedevamo bene a mangiare.

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Una sosta confortevole per educatori 0

“L’efficacia dell’intervento educativo risiede nella cura con la quale si lavora non nella quantità delle attività proposte.” D’accordo, vero?

Ma…  Come si può mantenere la cura senza il contatto, se tra voi e gli utenti ci sono protezioni che parlano di distanza e limitano le azioni?

Come si può quando gli strumenti e le condizioni in cui si deve lavorare sembrano la negazione completa dell’intervento?

Come si può fare spazio all’altro quando si è preoccupati per la propria tutela e per il timore di essere fonte di contagio per i propri cari?

Si può. Lo sapete che si può perché lo fate. Ogni giorno, ogni volta che siete chiamati a farlo.

La questione è “quanto vi costa”?

La relazione d’aiuto porta con sé una dimensione di delicatezza, d’impegno, di attenzione e di responsabilità. E’ un compito delicato aiutare una persona a stare meglio e diventa ancora più delicato quando il professionista vive e deve lavorare in condizioni di emergenza.  I professionisti, per questi motivi, hanno oggi bisogno di tutto l’aiuto e il sostegno possibile. Meritano di riceverlo.

Ho deciso di offrire aiuto per come posso. Offro una sosta confortevole.

Sostare deriva dal latino e significa tenere fermo, stare saldo. La sosta è la fermata in cui fermi il viaggio e riposi. Confortevole deriva anch’esso dal latino e significa dare forza per tollerare le avversità.

La sosta confortevole che offro è la fermata dal viaggio del lavoro quotidiano per riposare e riacquisire la forza per riprendere il percorso, trovare gli strumenti utili per affrontare i cambiamenti necessari, stabilire le priorità tra le crescenti richieste, valorizzare le competenze professionali che rischiano di passare in secondo piano davanti alle emergenze.

Gli incontri sono gratuiti e online.

Hanno cadenza settimanale. Non è un percorso, ognuno è libero di partecipare quando può e desidera.

Per ricevere informazioni più dettagliate e il link che permetterà di partecipare, scrivere a mirenzianna@gmail.com.

Per iscriversi alla newsletter “LaLetteraPortaNotizie” (con la quale essere informati delle mie proposte) scrivere una mail con l’oggetto “Si, lo voglio”.

Per conoscere il mio curriculum vitae https://www.lamire-percorsi.it/counsellor/2020/09/16/curriculum-vitae/

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Una sosta confortevole al centro del ciclone 0

 

Che periodo ci troviamo a vivere!  La normalità scardinata da continui imprevedibili cambiamenti.
Un ciclone, insomma. Questa è l’immagine che si è creata in me che funziono per metafore. Ascoltando chi mi parla di sé , delle sue fatiche e paure è emersa la visione di un ciclone che scompiglia, disordina, rompe, sposta.  Dentro e fuori di noi.

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Una sosta confortevole – proposta insegnanti 0

Mi chiamo Anna Mirenzi, Sono un counsellor e aiuto le persone a stare meglio. (1)

Ho deciso, in un momento così difficile per la scuola, di mettere a disposizione le mie competenze per dare una mano, gratuitamente.

La scuola è un luogo di scambio. Quale scambio? Quello tra chi può imprimere un segno, l’insegnante, e chi è desideroso di apprendere e di essere segnato, lo studente.

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Fare e rifare: pulizie&relazioni. 0

Stavo lavando il pavimento poco fa. Di nuovo. Lo avevo lavato da pochi giorni. E so che lo rilaverò. Ancora ed ancora. Fare e rifare. Sempre.

Mi sono venute in mente alcune riflessioni. Eccole.

Ci sono gesti che siamo disponibili a ripetere continuamente pur sapendo che non sarà l’ultima volta, ma che dopo un tempo preciso rifaremo. E non ci turba questo né ci spinge a smettere. Ad esempio lavare i piatti. Li laviamo per poi riprenderli, usarli e rilavarli. Fare il letto, per poi disfarlo e rifarlo. Fare le pulizie. Chi di voi crede che, fatte le pulizie, non si dovrà ripeterle? Io ci ho provato, ma non funziona.

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Qual è il problema? Un litigio madre-figlio 0

Entro e vedo che le maglie non sono appese alle grucce come avrebbe dovuto essere, visto che si era preso l’impegno proprio poco prima. Sono mischiate alle maglie da casa, che possono stare appallottolate nel cassetto.

Mi accendo, come l’omino della rabbia (parlo di Inside out, lo avete visto?) e sequestro il cellulare, dicendo che lo avrei riconsegnato a lavoro fatto.

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