Genitori su misura

Sono partita (alcuni decenni fa) con delle chiare e delineate convinzioni su come si dovesse fare il genitore. Poi, esperienza dopo esperienza (educatrice, insegnante, counsellor di ragazzi e di genitori, facilitatrice familiare), ho iniziato a modificare le mie convinzioni. Ho modificato le certezze perché ho incontrato millemila genitori. Di tutti i colori. In senso metaforico, eh. Grazie a loro ho imparato molto. Vi offro alcuni pensieri sparsi sull’essere genitori, nati mentre preparavo la nuova edizione del percorso “Genitori su misura”. Li metto così, sparsi e slegati (apparentemente).

  • Se mettiamo gli occhiali di un altro, difficilmente vediamo bene. Occorrono quelli graduati su di noi, basati sull’analisi della nostra acuità visiva. La stessa cosa per l’abbigliamento, se indossiamo gli abiti con taglie standard: non ci calzano bene come quelli fatti su misura. Come potrebbe non essere così anche per il fare i genitori? Fare i genitori è un compito che dura a lungo. Meglio essere comodi, costruendo il proprio modo di fare. Un “fare” adatto alle proprie caratteristiche personali e familiari. Un “fare” in pieno rispetto e valorizzazione delle risorse realmente disponibili e dei limiti invalicabili di ciascuno. Un  fare su misura che ci permetterà di essere comodi durante il viaggio che abbiamo iniziato il giorno in cui siamo diventati genitori.

Le relazioni sono come le piante. Le piante non crescono e si fortificano se le bagni quando tu ritieni sia giusto, le sistemi dove tu vuoi che stiano. Hanno bisogno di essere ascoltate, le piante. Ognuna ha necessità proprie: ognuna ha bisogno di una certa esposizione alla luce, di una certa frequenza di annaffiature. Tu sei fondamentale per loro, puoi fare molto, ma solo se consideri ciò che sono e di cui hanno bisogno. Altrimenti, se segui il tuo volere o pensare si seccano, si ammalano. Avviene così, come con le piante, per le relazioni umane. Se le viviamo seguendo solo ciò che vogliamo o crediamo, e relazioni si seccano perché diventano un luogo inospitale, si spegne la gioia idi abitarle. Le relazioni profonde vivono di ascolto reciproco, condivisione, di scambio, di confronto, di prove ed errori, di continui cambiamenti. Anche la relazione genitori-figli.

  • Libri, incontri, professionisti servono per stimolare le nostre considerazioni, per mettere in discussione le nostre scelte e poi scegliere sempre più convinti ciò che è importante per noi.Se qualcosa non ci appartiene profondamente, se non è profondamente nostro, non sapremo portarlo avanti, non saremo solidi. Alla domanda “perché”, posta dai nostri figli, inizieremo a rispondere con lunghe e vaghe frasi oppure ci irriteremo. Diversamente, se esprimiamo qualcosa che sentiamo nostro, alla domanda “perché ” risponderemo con chiarezza, forza e serenità.

*Come si diventa bravi genitori? La domanda è posta male e può creare sofferenza. Non è  diventare bravi, il punto. In realtà, sono due i punti, secondo la mia esperienza. Si tratta di esserci, come genitori. E di considerare di essere fallibili. Da questi due punti nasce la strada che ci permetterà di vivere con maggiore leggerezza ed efficacia la relazione con i nostri figli.

 

 

Add CommentYour email address will not be published