Giro, giro e volo.

In questi giorni mi sono ritrovata a vivere emozioni che da tempo non vivevo. E a pensare pensieri che da tempo non pensavo.
Faticavo a non farmi trascinare da loro. Infatti in qualche occasione non ci sono riuscita. Le àncore sono saltate.
Così mi sono ritrovata a comportarmi con comportamenti che non adottavo da tempo.

Un altro giro. Di questo si tratta.
Perché il sentiero della consapevolezza è un giro in tondo.
Nulla è mai superato, definito una volta per tutte, raggiunto per sempre. Nulla è scontato, messo da parte.
Tutto ha senso, richiede attenzione, necessita cura.
Ogni acquisizione di consapevolezza rimette in discussione ciò che prima era certo. IO NON SO. Ecco la parola d’ordine che sancisce il passaggio alla nuova consapevolezza.
Il senso di questi giorni è nel ripassare nelle zone d’ombra per illuminarle, ogni volta un po’ di più, fino a quando nulla sarà allo scuro e, quindi, all’oscuro.
Ecco, allora, rivivere emozioni pensieri e comportamenti è necessario per poter scegliere se mantenerli o rispondere in modo nuovo, rompendo uno schema e liberando infinite possibilità di essere.
Girare in tondo sembra faccia girare a vuoto. Invece ci permette di accostare, di essere sempre più vicini al nostro centro, all’Essere che siamo.
Un andare senza conoscere il percorso, ignorando le tappe, senza una cartina che ci dica quanta strada ancora resta da fare. A volte sopraggiunge un senso di vertigine però tranquilli, “non è paura di cadere ma voglia di volare” (Jovanotti, Mi fido di te).



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