Il mio appuntamento con la paura

La paura di non farcela, la paura di soffrire, la paura di perdersi…

La paura, insomma.

Eccola. Si presenta puntuale, mai invitata. Arriva e scombina i piani.

Sarebbe bello non arrivasse più. L’ho pensato spesso, lo pensano le persone con le quali faccio i colloqui del percorsopersonale.

Tutti vorremmo evitarla o mandarla via. Però non funziona così. La questione non è mandarla via.

Credo che la questione sia di non farsi impaurire dalla paura. Ha un messaggio, ogni volta, con sé.

Se la mandiamo via, perdiamo il messaggio e le tocca ritornare per riprovare a darcelo. Ogni volta gridando più forte per farsi sentire. Quale messaggio chiedete?

Dipende.

A volte mi segnala che sto uscendo dagli schemi, rassicuranti ma anche imbriglianti, della mia vita. Mi chiede: “Davvero lo vuoi fare?” Ed ogni volta io rispondo ”Si, lo voglio”.

A volte mi ricorda quali pensieri ho ancora su di me così che scopro la fiducia che c’èenonc’è, l’autostima che vasuegiù. Scopro che accade quando rimesto nei ricordi, per evidenziare lo sconforto invece che guardare cosa c’è davanti ed intorno a me ora. Allora io dico: “Opperlamiseria, tocca ancora rinforzare ‘sti due pilastri.”

Ah – direte voi – così la paura non ritorna? No, affatto. Torna. Però siccome ho acquisito consapevolezza di un mio aspetto, quando torna porta un messaggio nuovo e con toni gentili.

Da un po’ di tempo, quando la paura si presenta la invito ad entrare. Ci sediamo, prendiamo una tisana (lei ama quelle amare) e io ascolto il messaggio che porta. Io le dico “ Ma dai, davvero è così? Non me ne ero accorta!”. Lei dice” Lo so, per questo ci sono io a mostrartelo”. Ed io “Sei davvero preziosa!”. E lei si scherniscce un po’, saluta e se ne và.

Quando va via, a me tocca integrare la nuova luce che ha portato sul mio agire ed essere con ciò che credevo fino a quel momento, come quando man mano incorpori la farina nell’impasto. Così, integrazione dopo integrazione, io, come l’impasto, man mano cresco.

Poco fa mi ha detto una cosa nuova, però. Lei: “Sai , non verrò per sempre da te. Ho visto che ogni tanto ricevi anche Consapevolezza. Quando sarete buone amiche voi due, io avrò finito il mio compito.Io: “Uh, mi dispiace questa idea…chi l’avrebbe detto mai?.” Lei: “Si, molto spesso vi affezionate a me anche se vorreste non avermi con voi. Una relazione tipo quella canzone Ican’tlivewithorwithoutyou. Ma, visto che è Natale ti regalo un segreto: io sono l’aiutante di Consapevolezza. Le preparo il terreno, vi alleno ben bene e poi lei completa il lavoro”.

Si è alzata ed è andata via. Quando sono rientrata per riordinare le tazze, ho trovato un regalo per me. Lo aveva lasciato Paura. Era un biglietto che conteneva alcune lettere dell’alfabeto ritagliate e mischiate tra loro. C’era anche scritto ”E’ l’unico momento che esiste. Ricordalo. Con affetto da Paura&Consapevolezza”

Ecco le lettere. Provate a ricomporle anche voi.

Buon Natale!

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