Mi fido di me. Lavori in corso.

 

Accade che la chiave di ogni cosa mi riguardi sia la fiducia in me.

Da tempo è così. Non mi fido di me, o meglio mi fido più degli altri che di me.

Non è sempre stato così, però.

C’è stato un tempo in cui credevo in me, mi portavo in giro con soddisfazione e raccoglievo gratificazioni.

Ora , con il senno di poi, non vorrei ritornare a com’ero quando ero così.

Perché avevo costruito la fiducia in me in una sorta di superiorità sugli altri.

Vi spiego: sono sempre stata impegnata nella relazione d’aiuto e ritenevo di saperne di più di coloro che aiutavo o di coloro che formavo. Fino a quando, inconsapevolmente, mi sono ritrovata ad infilare una strada (il lavoro interiore) che mi ha portato a rendermi conto di questo mio atteggiamento.

Solo che mentre smontavo la mia superiorità, ho perso la fiducia in me. Perché credevo fossero uniti i due aspetti.

Invece non lo sono affatto: avere fiducia di sé non implica ritenersi meglio di altri. E ritenere di valere quanto gli altri non pregiudica la fiducia in sé. Così sono alle prese con il costruire una fiducia in me che sia rispettosa del valore di ognuno.

Nessuno è migliore di un altro, lo credo profondamente ora. Ci può essere chi ne sa di più in un ambito, ma non per questo vale di più come persona delle altre che non ne sanno nulla.

Si tratta di essere consapevoli del proprio valore, con onestà. Si tratta di riconoscere ciò che è senza esaltarlo ma anche senza sminuirlo.

Mi sembra di camminare su un filo: occorre concentrazione per non perdere l’equilibrio. Si tratta di un gioco in continuo ascolto di sé e degli altri, portato avanti con onestà per riuscire a riconoscere, integrare (e quindi trasformare) le proprie parti “oscure” con le parti brillanti.

A volte perdo l’equilibrio.

Ma, poiché la vita ci ama profondamente, essa ci guida amorevolmente verso le esperienze che possono farci crescere, far espandere la nostra consapevolezza e ampliare la capacità di ricevere e gustare la bellezza, disponibile in abbondanza.

Oggi vedo con molta chiarezza il senso di ognuna delle esperienze che ho vissuto: una trama precisa, una direzione netta: la mia ri(e)voluzione. In passato credevo di fidarmi di me, in realtà si trattava di essere sicura di me. Avere fiducia ed essere sicuri non sono la stessa cosa. Essere sicuri implica la certezza, il monolite pesante che mettiamo tra noi e gli altri. Siamo posizionati sulla veridicità di ciò che affermiamo o di ciò in cui crediamo. Avere fiducia invece ci colloca sulla nostra perenne capacità di scegliere, in ogni momento, valutando la situazione.

Quindi, c’è la lezione da imparare (l’esperienza che mi trovo a vivere) e ci sono gli aiutanti ( le persone coinvolte con me in questa esperienza): posso andare avanti, verso nuove avventure. Con fiducia proseguono i lavori in corso.

 

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