overplanning kills magic

Ho passato molto tempo della mia vita cercando di programmare.
Programmavo la giornata, programmavo i pasti, gli incontri con gli amici.
Programmavo anche quali corsi tenere.
Amavo programmare.
Il problema nasceva quando l’imprevisto metteva in difficoltà quanto programmato.
Se non potevo portare avanti quanto avevo PREDEFINITO, allora sorgevano la frustrazione e il senso di fallimento.
Programmare mi rassicurava, rispetto all’ansia di non sapere cosa sarebbe accaduto.
Ad un certo punto, è stato chiaro che programmare aveva anche degli svantaggi.
1. Mi costringeva a fare quanto predefinito, anche se qualcosa nel tempo era cambiata (anche solo la mia voglia di farlo)
2. Tenere fede a quanto stabilito in precedenza non permetteva di cogliere occasioni che capitavano nel frattempo.
Mi sono accorta che pianificare era anche faticoso, per questi motivi.
Costretta dagli eventi a non avere niente di certo (cambiamenti radicali nella vita familiare, lavorativa, economica, abitativa e soprattutto crollo delle mie certezze), ho cominciato a vivere momento per momento, utilizzando una programmazione a breve termine.
Il primo vantaggio visibile è stato non avere la delusione nè il senso di colpa del programma non rispettato.
Il secondo, piùsignificativoassai, è stato di veder spuntare fuori opportunità non considerabili prima del momento in cui sono accadute.
Perchè se io mi creo un’agenda fittafitta di impegni, finirò per accogliere la sorpresa ogni tanto, come lo strappo alla regola.
Se, invece, io definisco le cose essenziali e lascio che la vita mi sorprenda, avrò ricevuto molto ma molto di più di quanto io da sola potessi pianificare.
Noi ipotizziamo futuri sulla base delle esperienze passate. Ripetiamo uno schema, quindi, utilizzando una limitata creatività. La vita è molto più creativa di quanto noi si possa provare ad essere. Basta guardare la biodiversità sul nostro pianeta.
Terzo vantaggio: ogni volta che scelgo sul momento cosa posso fare, ottengo un risultato di qualità ed efficacia superiore a quando programmo in anticipo. Succede perché scelgo ciò che in quel momento ho voglia di fare.
Over planning kills magic“: tradotto significa che “l’eccesso di programmazione uccide la magia”.
Limitare l’eccesso di programmazione consente di vivere il momento presente, crea qualcosa di nuovo (non riproduce) e allontana il verbo “doveredalla nostra vita.

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