Dalla palude per l’armonia – Keep knowing Anicca

Sto uscendo da una palude.

Ogni tanto mi capita.

Ad un certo punto, ogni azione e ogni sentimento diventano più densi quasi pesanti. Le azioni sembrano sbagliate, i sentimenti si incupiscono, aumentano i dubbi fino a quando mi sento persa, nessun riferimento o appiglio.

All’inizio, quando capitava, mi disperavo e cercavo ogni via per uscire da questa che chiamo la “condizione palude”. Ma nella palude, più ti agiti e più sprofondi.

Infatti, mentre tentavo ogni sorta di azione o aiuto, è sempre arrivato un momento in cui la situazione diventava così difficile che cedevo. “Ok, mollo, rinuncio a lottare. Mi lascio sprofondare”. E proprio in quel momento, è sempre iniziata la trasformazione. Perché la palude sembra una palude mentre, in realtà, è una strada. Esattamente è la strada che possiamo percorrere verso una consapevolezza sempre più profonda di noi stessi.

Quindi, dicevo, sto uscendo dalla palude. Ho fatto tutta la tiritera anche stavolta. Non più la disperazione in realtà, perchè la “condizione palude” è una condizione. Un po’ ci casco ancora, nel tentare di uscirne presto. Ma poi mi sovviene sempre che la via è accettare di convivere con la densità, rinunciare a lottare per modificare ciò che non ci piace.

Da un po’, inoltre, so e mi ricordo abbastanza presto, che ogni trasformazione della palude preannuncia un’immersione nella “condizione armonia”, dove ogni cosa è al suo posto, tutto ha un senso e gocciola ovunque l’amorecheamaaprescindere.

Questo ho imparato finora. Dalla palude non si esce una volta per tutte: si impara, man mano, a riconoscere il positivo che porta con sè. Stare nella palude sviluppa attenzione, fiducia, nuovi movimenti, uno sguardo che coglie dettagli. Quando abbiamo allenato la dose sufficiente per quella fase, ecco che siamo pronti per l’armonia. In realtà, l’abbiamo creata noi, l’armonia, sviluppando (grazie alla palude) gli elementi che la determinano.

Il ritmo è palude-armonia. L’oscillazione tra i due è continua. E’ il ritmo vitale. Tipo l’alternarsi delle stagioni, o di giorno-notte…Avete presente, no?  😉

L’immagine che meglio rappresenta questa oscillazione è l’altalena. Per spingersi in su, occorre andare in giù. Tanto vai in su, tanto vai in giù per poi andare ancora più su. Non una fase fissa, ma cambiamento.

Keep knowing Anicca” ricordava sempre J.Coleman, il mio insegnante di meditazione Vipassana – Continua a sperimentare l’impermanenza.

 

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