L'arteDiRelazionarsi

L'arteDiRelazionarsi

#ARTEDIRELAZIONARSI

Per esprimere la propria autenticità
& costruire relazioni
armoniche

Arte L’etimologia della parola arte sembra derivi dalla radice ariana ar- che in sanscrito significa andare verso, ed in senso traslato, adattare, fare, produrre. Questa radice la ritroviamo nel latino ars, artis. Originariamente, quindi la parola arte aveva un’accezione pratica nel senso di abilità in un’attività produttiva, la capacità di fare armonicamente, in maniera adatta.
Relazionarsi L’etimologia della parola risale a un verbo latino, referre, composto di un verbo molto irregolare, ferre = portar). Relazione, infatti, deriva da relatus. E che cosa significa referre? “Riportare”, “riferire”. Cosa vuol dire infatti relazionare? “Fare una relazione”, cioè “riferire”.
Relazionarsi significa quindi riferire di sé.
L’Arte di relazionarsi è, quindi, l’abilità di riferire di sé in modo armonico e completo.

Quale e Quanto?
A te la Scelta!

L’artedirelazionarsi è come le serieTV: tante puntate, ognuna offre un pacchetto completo.
Sei tu a scegliere a quale e quanto partecipare.

Esprimere la Nostra BellezzaAMARCI PER QUEL CHE SIAMO

Ciò che accade tra noi e le persone con le quali ci relazioniamo abitualmente + ciò che accade nella nostra vita hanno a che fare con la relazione che noi abbiamo con noi stessi.
Più conosciamo ciò che siamo e riusciamo ad amarci per quel che siamo, più miglioreranno le relazioni che abbiamo con gli altri e gli eventi della vita vireranno verso una maggiore positività.

É possibile per chiunque.
Il nostro BellEssere aspetta di essere messo in luce: chiede di essere liberato da etichette e da condizionamenti.
Basta solo decidere di inziare.

Avete presente quella storia del vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non la trave nel proprio? E’ davvero così!
Pensateci: se stiamo fermi noi, di noi stessi, vediamo solo (con la coda dell’occhio) parte di busto e braccia. Se muoviamo la testa, vediamo il resto del davanti ma non la testa né il lato B del corpo. Per vedere testa e schiena abbiamo bisogno degli specchi. Quindi, per la maggior parte del tempo, non vediamo tutto il nostro corpo, ne manca sempre un pezzo. Per questo girano persone con pettinature perfette davanti e il caos dietro, con vestiti o camicie mal messe dietro, cartellini che spuntano da colli… Ecco, le relazioni che noi abbiamo con gli altri sono gli specchi che ci permettono di vedere altri aspetti di noi di cui abitualmente non siamo consapevoli. Prestare attenzione alle relazioni che viviamo è muovere lo sguardo: ci offre l’opportunità di conoscerci più approfonditamente. L’ho sperimentato da tempo su di me.

Muratori Consapevoli

Con il nostro relazionarci costruiamo uno spazio in cui invitiamo l’altro ad entrare: può essere confortevole o scomodo, accogliente o spaventoso. Non conoscere quali mattoni stiamo usando per costruire implica creare spazi che non corrispondono ai nostri bisogni e a quanto abbiamo proposto all’altro. Ne conseguono frustrazioni, delusioni, litigi, dolore. Per rispondere ai nostri bisogni, occorre conoscerli. E per conoscerli, occorre guardare a sé con occhi onesti ed equanimi.

Dove e Quando

Per conoscere i temi e le date delle puntate visita la pagina degli appuntamenti o ricevendo la letteraportanotizie.

Relazioni & Conflitti

L’impostazione culturale che abbiamo riguardo al conflitto ci condiziona sul comportamento da tenere quando lo viviamo. Ecco due esempi di miti da sfatare:

  • 1. Le relazioni funzionano quando c’è accordo.
  • 2. Il conflitto è un gioco a somma zero: solo uno può vincere (quindi devo lottare per essere io).

Se agiamo in un conflitto facendo riferimento a queste convinzioni avremo altissime probabilità di alimentare un’escalation di conflitti poiché non vediamo alternative tra imporsi o subire. Ma…

  • SE l’accordo non fosse un dato acquisito ma il risultato di un processo percorribile sempre?
  • SE i giochi a somma zero non fossero l’unico modello di gioco possibile?
Apprendere a confliggere

Il conflitto si definisce tale quando è presente un’incompatibilità di obiettivi che limita la realizzazione di una delle parti, generando così sofferenza. Può nascere dal volere una stessa risorsa che non è disponibile per entrambi, oppure dal credere in valori diversi o ancora dall’avere opinioni – gusti – aspettative differenti. Essere in relazione con qualcuno implica inevitabilmente ritrovarsi in una delle situazioni delineate e, quindi, in conflitto.

Se difendersi è una necessità ed è impossibile evitare i conflitti occorre dunque impiegare le proprie energie per imparare a gestire il conflitto in modo costruttivo trovando soluzioni “win-win” che soddisfino tutte le parti risaldando così la relazione e se stessi e rinforzando l’autostima di ognuno.

Gli ingredienti essenziali per ottenere questi risultati sono la consapevolezza dei propri bisogni, la capacità di ampliare lo sguardo cogliendo tutti gli elementi in gioco, la capacità di discriminare i contesti, la capacità di utilizzare il pensiero creativo e la comunicazione consapevole..