Le radici nel cielo

 

Ho appena finito una passeggiata nel bosco. Mentre guardavo gli alberi che si stagliavano nel cielo azzurro e luminosissimo (arrivava il crepuscolo), ho avuto un’illuminazione.

Non LA illuminazione, bensì un’illuminazione minore.

Stavo ammirando i rami spogli di una chioma di albero che si protendevano verso l’alto. Mi piacciono molto i rami spogli che si delineano sullo sfondo del cielo. Stavolta però li ho visti in un modo nuovo.

Erano radici. Radici nel cielo.

E’ comparsa subito chiara l’immagine (la piccola illuminazione) di un modo di vivere la vita: con le radici nel cielo e la chioma profondamente nella terra.

Vivere con le radici nel cielo significa radicarsi nella dimensione invisibile e intangibile ma fondamentale per la trasformazione vitale, per poi tuffarsi nella dimensione materiale, profondamente e senza esitazioni, perché è lì che c’è quanto serve all’albero e che dovrà essere trasformato.

La dimensione del cielo è la dimensione spirituale. Senza di essa la nostra trasformazione non è possibile. Senza di essa la massima espressione  della propria bellezza non può avvenire. Senza si rimane con i doni della terra ma così, pian piano, la pianta si rinsecchisce, si indebolisce, si ammala.

D’altro canto, senza tuffarsi profondamente nel terreno la potenza della luce avrebbe poca materia da trasformare e l’espressione della bellezza  ne sarebbe limitata.

La vita di tutti i giorni è il terreno in cui tuffarci profondamente. Lavare i piatti può essere una pratica da eroi. No, non per la quantità di lavoro che ci può capitare ma per la qualità del lavoro che possiamo vivere. Ma questo richiede un altro post e lo scriverò a breve.
L’albero è l’equilibrio. Il perfetto equilibrio tra radici e chioma. Infatti gli alberi sani hanno chioma pari alle radici. Me lo ha insegnato Quercia, vicina di casa, portatrice di grande (letteralmente) saggezza.

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