Il Mio Spazio

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Ondeggio che è un piacere! 0

In questo momento della mia vita i doni sono molti . Anzi sono di più.

Infatti sono molti di più di quanto io riesca a riconoscere sul momento. Accade continuamente di riconoscerli man mano che avanzo, mentre navigo nella mia vita. Me ne accorgo perché, invece di ciò che sono abituata a ricevere nelle varie situazioni, trovo molto di più di quanto fossi pronta ad aspettarmi. 

E’ bellissimo! Emozionante persino.

Spaventoso anche.

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Liberi di essere 0

Il concetto di migliorare sé stessi  guida molti degli esseri umani. Un’intenzione lodevole, no?

Dipende. Da quale modo si utilizza per cercare di migliorare se stessi.

Un modo è quello che io chiamo DIVENTARE, ovvero quando si cerca in tanti modi di ricostruirsi e/o trasformarsi  in qualcosa che non si è ritenendo sia meglio di ciò che si è. Succede ogni volta che ci diciamo “quello che sono non va bene, quindi DEVO essere altro”.

Io ho passato la maggior parte della mia vita facendo così.

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Giro, giro e volo. 0

In questi giorni mi sono ritrovata a vivere emozioni che da tempo non vivevo. E a pensare pensieri che da tempo non pensavo.
Faticavo a non farmi trascinare da loro. Infatti in qualche occasione non ci sono riuscita. Le àncore sono saltate.
Così mi sono ritrovata a comportarmi con comportamenti che non adottavo da tempo.

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Il mio appuntamento con la paura 0

La paura di non farcela, la paura di soffrire, la paura di perdersi…

La paura, insomma.

Eccola. Si presenta puntuale, mai invitata. Arriva e scombina i piani.

Sarebbe bello non arrivasse più. L’ho pensato spesso, lo pensano le persone con le quali faccio i colloqui del percorsopersonale.

Tutti vorremmo evitarla o mandarla via. Però non funziona così. La questione non è mandarla via.

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A volte pinneggiamo un pò 0

 

Per un paio di anni ho praticato uno sport che ho amato molto: le immersioni subacquee. Mi hanno mostrato meraviglie che mai avrei potuto immaginare. Quando, concluso il corso, ho iniziato a fare immersioni “vere”, mi sono accorta di un problema.

Una volta indossata l’attrezzatura e dopo essersi tuffati nell’acqua, si sgonfia il GAV (*) e, grazie anche alla cintura di pesi che si indossa, si inizia a scendere sott’acqua portati dal proprio peso. Mi è capitato per un po’ di volte che, mentre il resto del gruppo sgonfiava il GAV e scendeva negli abissi, io rimanevo in superficie. Da sola. A quel punto facevo una capovolta e nuotavo dritta verso il fondo.