Da tanto tempo, quando arriva il Natale io patisco, perché non capisco.

Non capisco la gente che si affanna e si affolla, in gara contro il tempo; patisco l’eccesso di luci e decorazioni, sempre in gara (anche con sé stessi) a chi fadippiù. Patisco e non capisco anche gli incontri forzati (non ci stanno tutti in quei giorni, dai!) di chi si deve rivedere proprio perché è Natale.
Patisco anche il pranzo: cucinare troppo, consapevoli che è troppo, per poi lamentarsi di aver mangiato troppo. Eliminare il troppo da questo circuito?
Patisco. E lo patisco anche perché tutto questo non  diffonde serenità, vicinanza, unione che è ciò che si dovrebbe festeggiare: è il momento della famiglia, degli affetti cari*.

Per qualche motivo le persone si stressano e si ingozzano per poi lamentarsi. E sono pronte a ripeterlo ogni anno. Va bene, chi preferisce così può continuare. Non intendo convertire nessuno. Offro un diverso punto di vista, come stimolo utile per  chi vorrebbe uscire dal questa modalità stressante.

E’ la coerenza mezzi-fini.
Se voglio creare momenti di gioia, affetto, calore e condivisione lo devo fare vivendo i preparativi nello stesso modo. E’ la gioia che mi fa cercare il regalo per quella persona cara, non ottenere una spunta in più’ sulla lista.
“Già, parli facile, tu non hai colleghi a cui fare doni, maestri, allenatori, vicini…”. Vero, non li ho. Non li ho più. Pian piano li ho eliminati tutti così: proponendo, a coloro che frequento , di incontrarci per stare un momento tutti insieme invece che farci i regali e non vedersi. Agli altri ho semplicemente proposto di non farci più i regali, visto che ognuno ne ha già tanti da fare.

Vedete, io amo tantissimo fare i regali. Scelgo con cura e calma il regalo, poi il tipo di pacchetto più adatto (persino la carta e il nastro, a seconda della persona), studio nuovi modi per impacchettare, mi segno idee regalo quando le incontro fuori periodo (oppure faccio regali fuori da date canoniche come compleanno, Natale etc). Adoro quell’aspetto di coccola e cura delle persone care che sintetizzerei nel “fareNatale”: ti manifesto con i gesti il mio sentimento e l’importanza della nostra relazione.

Auguro a tutti giorni sereni, pieni di gesti coerenti a ciò che vuole manifestare.

 

*ovvio che per i credenti ha un significato differente che, a maggior ragione, dovrebbe focalizzare l’attenzione sul curare la dimensione interiore per prepararsi a celebrare l’arrivo del figlio di Dio.

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