Nevica – Il senso di colpa e la felicità

Il fuoco scoppietta nel camino, la neve scende ed imbianca. Una coperta morbida mi copre, mentre sdraiata sul divano scrivo, allietata dalla compagnia di gatti e del loro ronron. Il luogo comune è completo. La pace è … lontana.

Esattamente, lontana. Ma come, sono in questa situazione fantastica (c’è anche la torta pronta per la pausa di metà mattina) e non sono in pace?

No, niente pace. Perché penso a tutti quelli che sono in giro, guidando sulla strada che diventa sempre più scivolosa, che salgono e scendono da mezzi pubblici infreddoliti e bagnati, che lavorano nel caos.

Penso a tutti loro e mi sento in colpa. Difficile godersi ciò che ho con quella folla che mi osserva. Non è la prima volta che mi accorgo di questo mio modo di funzionare. Ho scoperto, dopo essermi osservata, che  ogni volta che sto bene e vivo una bella situazione, non me la godo pensando a chi sta peggio.

Approfondendo la mia conoscenza, quando ho scoperto di utilizzare questo schema di comportamento, mi sono resa conto delle conseguenze che ha avuto nella mia vita:  ho vissuto la maggior parte del tempo senza godere della bellezza che mi veniva donata. E questo non mi ha fatto bene: ha alimentato inevitabilmente il senso di insoddisfazione, poiché  sembra continuamente che manchi la bellezza visto che quando c’è non me ne accorgo. Questo schema, in realtà, serve a nutrire abbondantemente il Calimero che c’è in me (ricordate Calimero, piccolo e nero e triste?).

Non è utile, quindi, per me questo comportamento. Forse l’ho sempre avuto perché è utile agli altri ed io, anima sensibile ed altruista, mi sono sacrificata? Dopo accurate osservazioni, direi serenamente che no, non è molto utile agli altri. Perché la maggior parte delle volte, io non posso fare nulla per le altre persone sacrificando il mio bel momento. Anzi, non godendomelo mi carico di fastidio e lo offro agli altri, appena mi ci relaziono.

Allora a cosa serve mantenere questo comportamento? Tocca disfarsene. Così, con molta pazienza e gentilezza (uhchefatica!!!), ho iniziato a fare attenzione,  quando compariva, a ricordarmi quanto descritto prima.

Sta funzionando!!! Riesco a frenare il senso di colpa in tempo per godere, con gratitudine, sempre più di ciò che ho così che  il senso di colpa affievolisce la voce e si fa da parte.

Quindi…sono a casa, fuori nevica. Il camino è acceso e riscalda la stanza. Io faccio ronron insieme ai gatti. Sono felice, qui e ora.

 

PS: la foto non rappresenta me, perché non sono capace di farmi il selfie. Inoltre le calzespessebianche  in casa mia durerebbero bianche molto poco, quindi non ne ho.

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